PM e creatività

carlotta 12 RNonostante i 15 anni che ormai mi vedono come attore di seminari del tema “Project Management” , credo che ancora molto si possa fare per le aziende che a tutt’oggi poco conoscono o che attuano solo in parte, metodi e tecniche di PM.
Sono convinto che questa disciplina di gestione è tra le più moderne e più complete oggi disponibili nei contesti della direzione di impresa, non ritrovo la stessa completezza in altre discipline di gestione, tanto meno posso testimoniare un così elevato grado di integrazione che il PM ha potuto raggiungere su temi settoriali, come il controllo economico finanziario, il controllo dei tempi, la gestione delle risorse umane, la gestione dello sviluppo tecnico e tecnologico dei prodotti, la gestione dei rischi e altro ancora.
Però esiste una possibile ed ulteriore integrazione, estremamente utile: LA GESTIONE DELLA CREATIVITA’
Essere creativi durante la gestione di un progetto, rappresenta un fondamento essenziale della stessa professione del PM, senza questa capacità ci si troverebbe inevitabilmente a mettere in atto una gestione statica e scarsamente adattabile ai cambiamenti ambientali e di contesto, e a seguire un sicuro fallimento del progetto stesso.
Oggi sicuramente avviene, ed è una delle qualità vincenti dei bravi PM, ma avviene secondo schemi, abitudini, modalità desunte dai singoli, in base alle loro esperienze ed capacità.
Un PM realmente intenzionato a percorrere il cammino del pensiero creativo deve interpretare, la creatività come una risorsa, all’occorrenza, sempre a sua disposizione. In questa forma la creatività è uno strumento rivolto al sistema progetto/processo operatrice di nuove idee capaci di supportare l’impresa del PM.
Bisogna perciò diffondere il concetto di “creatività” come un processo creativo gestibile e volontariamente potenziabile, questa accezione infatti della creatività è ormai generalmente riconosciuta da tutti gli studiosi di management, e ampiamente trattata attraverso l’analisi di modalità e tecniche facilmente acquisibili da chiunque.
Sin dagli anni cinquanta lo studio sistematico dei processi creativi dell’uomo ha permesso la formalizzazione di strumenti che oggi possono essere acquisiti (appresi) e quindi utilizzati di fronte a situazioni e problemi che sul momento possono sembrare insormontabili, strumenti che altre professioni sfruttano, già da tempo, spesso abilmente. Penso ad esempio alla “gestione delle alternative” nella scrittura creativa, utilizzata dagli scrittori di qualsiasi genere letterario.
Ebbene credo fortemente che sia ora di introdurre questi metodi e queste tecniche in modo formale e coerente all’interno dei processi gestionali del Pm e sono sicuro che questo potrebbe portare ad un ulteriore balzo in avanti nella raggiungimento del successo di ogni singolo progetto.
Per chi fosse interessato sarò a Milano il 28 maggio e tratterò questo tema al convegno IPMA.

You may also like...