Il TRIZ al Convegno nazionale annuale dell’ AIF

immagina aifSi è concluso venerdì 25 settembre il convegno nazionale annuale dell’AIF .
Un convegno che ha visto la partecipazione di numerose e interessanti relazioni sul tema della creatività e dell’innovazione, tema come sapete a me molto caro.
In questa occasione sono stato chiamato a svolgere un piccolo workshop sul tema di uno dei più sconosciuti, ma non per questo meno efficaci metodi per il potenziamento dell’innovazione in azienda il metodo TRIZ.
TRIZ è l’acronimo del russo Teoriya Resheniya Izobreatatelskikh Zadatch, traducibile in italiano come Teoria per la Soluzione dei Problemi Inventivi. È al tempo stesso un metodo euristico ed un insieme di strumenti sviluppati in Russia a partire dal 1946 da Genrich Saulovich Altshuller (1926-1998), con l’obiettivo di catturare il processo creativo in ambito tecnico e tecnologico, codificarlo e renderlo così ripetibile e applicabile: una vera e propria teoria dell’invenzione .
Lo studioso russo ha analizzato centinaia invenzioni catalogandone il livello di creatività in base ad una scala di riferimento precedentemente stabilita.
Quello che ne risulta è una sorta di graduatoria delle invenzioni.

Primo livello: Utilizzo di soluzioni convenzionali ed esistenti;
Secondo livello: Scelta di una soluzione simile ad altre già presenti nello stesso ambito tecnologico o organizzativo, con l’apporto di piccole modifiche;
Terzo livello: Sostituzione delle soluzioni esistenti con un invenzione sostanzialmente nuova, ma all’interno degli stessi paradigmi organizzativi o tecnologie in uso;
Quarto livello: Reperimento di una soluzione nuova al di fuori dei paradigmi in vigore;
Quinto livello Ideazione di un nuovo concetto (principio) o paradigma.

Il risultato di questa analisi ha determinato che il 77% di invenzioni (la somma dei primi due livelli) sono solo riadattamenti del già esistente.
Altshuller arriva a delle deduzioni che a posteriori appaiono quasi ovvie: la maggior parte delle innovazioni non nasce da una invenzione veramente nuova, ma dall’applicazione di invenzioni già sviluppate e applicate in altri settori, ma questo avviene di solito in modo casuale e fortuito, senza alcuna sistematicità.
Da queste deduzione è nato un metodo che prende il nome di TRIZ,uno strumento teorico/pratico per l’innovazione sistematica che ha avuto particolare applicazione in ambito tecnico e che fornisce sia un metodo rigoroso per “smontare” i problemi, che una guida per navigare nel patrimonio acquisito delle possibili soluzioni tecniche.
Uno dei capisaldi del TRIZ sono i 40 principi inventivi che forniscono agli innovatori i mezzi sistematici e potenti per abbattere i paradigmi correnti; questi 40 principi non sono altro che una estrapolazioni delle soluzioni che il russo poté dedurre dall’analisi dei brevetti e quindi sono la ipotesi teorica con cui si possono pensare nuove soluzioni a nuovi problemi .

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